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31 janvier

Per una Lacrima e per un Sorriso

Semplice vedere i tuoi occhi piangere, i miei ridere,
Semplice vedere la tua disperazione e la mia felicità,
Ma questo non ti dà il diritto di credere,
di poter fare lo stesso, senza umiltà.
 
Non puoi accusare di cose
che poi fai anche tu
e non riesci a trovare scuse,
no, non farlo più.
 
Perchè l'amore che ci ha legato,
e che fa perte di noi,
non puoi farlo sciogliere come un gelato,
oppure come tu vuoi.
 
Questa non è un'accusa ma un grido d'amore,
diverso dagli insulti o dagli inganni,
perchè se guardi in fondo al tuo cuore,
vedrai che quelli sono stati, della tua vita, i migliori giorni.
27 janvier

Poesie di un cuore malato...

Quando svanisce l’amore entra l’odio

E inevitabilmente conquista il podio

Il podio dei tuoi sentimenti

Che credi ormai siano spenti

E mi ritrovo qui,

A piangere così,

per una storia finita,

che ora sembra la vita.

 

È finita a causa mia,

e non sono più cosa tua,

ma ora ti manca lei, lei così splendida,

lei così tua, lei così unica, ineguagliabile.

 

E mi ritrovo un giorno col mio amore,

anche solo per poche ore,

ma in quei momenti tocco il cielo con un dito,

ma poi lei mi ricorda che è tutto finito.

 

Io non so cosa sia giusto o sbagliato,

ma so in cuor mio di averti sempre amato,

e quest’ultima lacrima che per te verso,

è per dirti che si, ti ho perso.

Perché un sentimento puro come l’amore, seppur vissuto intensamente, col cuore,

può trasformarsi in odio puro,

e questo è il mio caso, lo giuro.

 

La mia amata non mi vuole più,

e la mia vita improvvisamente cade giù,

non sono mai stato così male per amore,

e nessuno credo possa capire il mio dolore.

 

L’amore ha i suoi comandamenti, cantavano,

Da difendere anche con i denti, continuavano,

ho provato a difendere ciò che più volevo

ma sono stato ferito, e sono rimasto indifeso.

 

Non so quando uscirò da questa situazione

Ma la sua voce risuona in me un’emozione

Nessuno prenderà il suo posto Anche se quel vuoto avrà un suo costo.


ti penso

PENSO A TE
quando la mattina  apro gli occhi e accendo il telefonino
per leggere se cè qualkosa di tuo
 
Penso a te
quando sto facendo
le cose più importanti;
quando voglio addolcirmi l'anima.

Penso a te
quando cerco il silenzio
per ascoltare la tua voce;
quando chiudo gli occhi
per rivedere quelli tuoi;
quando desidero la solitudine
per stare in tua compagnia.

Penso a te
quando sento un passo avvicinarsi
e spero che sia il tuo;
quando ho voglia di sognare;
quando mi coglie la tristezza
perché non ti vedrò
per un giorno intero.
 
26 janvier

SANTERIA CUBANA

Santeria

ELEGGUA’ è il primo orisha ad essere salutato, il primo a ricevere qualunque offerta, il primo (e l’ultimo) cui si canta nelle cerimonie e nelle feste ed anche il primo che viene ricevuto dai credenti, insieme con Oggùn, Ochossi e Osun, in un gruppo denominato GUERREROS. E’ l’orisha che custodisce la casa, apre e chiude le porte al destino, rappresenta il bene e il male, la notte e il giorno, la disgrazia e la felicità. Tradizionalmente la sua figura è strettamente vincolata a quella di ECHU, l’incarnazione dei problemi e delle disgrazie dell’uomo. I suoi colori sono il rosso e il nero, i suoi giorni il lunedì, il martedì e ogni 3 del mese. Viene sincretizzato con il Santo Niño di Atocha, Sant’Antonio da Padova e l’Anima Solitaria.OGGUN il fabbro, violento e astuto è l’orisha dei minerali, le montagne, gli attrezzi, i fabbri, i soldati. Rappresenta il raccoglitore, il cacciatore solitario che vaga nel bosco e ne conosce tutti i segreti. Simbolizza il guerriero brusco, barbaro e bestiale. E’ il signore delle chiavi, le catene ed il carcere. E’ considerato come una delle manifestazioni più antiche degli yoruba. I suoi colori sono il verde e il nero, i suoi giorni il martedì, il mercoledì e il 4 di ogni mese. Viene sincretizzato con San Pietro.OCHOSSI il cacciatore, patrono di coloro che hanno problemi con la giustizia, mago, indovino, guerriero, cacciatore e pescatore, lo s’invoca per avere protezione quando bisogna affrontare un’operazione chirurgica. I suoi colori sono il blu prussia e il rosso corallo, i suoi giorni sono il lunedì e il mercoledì e il 4 di ogni mese. Si saluta alzando la gamba sinistra ed imitando con le mani il lancio di una freccia. Viene sincretizzato con San Norberto.OSUN il messaggero di Obatalà e Olofi, è il guardiano della testa degli uomini, Orula si appoggia a lui per ottenere il potere della divinazione e la conoscenza del reale e del trascendente, rappresenta la vita stessa. Gli appartengono tutti i colori (Osun vuol dire "pittura"), il suoi giorno è il giovedì. Viene sincretizzato con San Govanni Battista.ORULA l’indovino, il benefattore dell’umanità, il suo principale consigliere perché gli rivela il futuro e gli permette di influirvi. Personifica la saggezza, la possibilità di influire sul proprio destino, anche il più avverso, medico e signore di uno dei quattro venti. Chi non ascolta i suoi consigli, sia uomo o Orisha, può essere vittima della mala sorte portata da Echu. Intorno ad Orula si è formato un complesso religioso che lo singolarizza rispetto a tutti gli altri Orishas. Per essere sacerdote di Ifà o babalawo, non è imprescindibile essere santero, anche se normalmente è così. Il suo potere è tanto grande che quando reclama qualcuno come suo figlio, questi deve abbandonare qualunque altro Orisha e dedicarsi a Orula. Solo gli uomini (neanche gli omosessuali) possono essere babalawos, alcune donne hanno accesso al mondo di Ifà diventando Apetebi e vengono considerate spose della divinità e partecipano ad alcuni dei suoi segreti. I suoi colori sono il verde e il giallo, gli appartengono tutti i giorni di festa e il 4 ottobre. Viene sincretizzato con San Francesco d’Assisi.ODDUA primo Re di Oyò, rappresenta i misteri e i segreti della morte. Signore della solitudine, è androgino. I suoi colori sono il bianco, il rosso e il nero. Il suo giorno è il giovedì. Si sincretizza con il Nome di Gesù e il Santissimo Sacramento.OBBATALA’ creatore della terra e scultore dell’essere umano, è la divinità pura per eccellenza, signore di tutto ciò che è bianco, della testa, dei pensieri e dei sogni. Venne inviato sulla terra da Olofi per fare il bene e per governare il pianeta, è misericordioso e amante della pace e dell’armonia. Tutti gli Orishas lo rispettano. Non permette a nessuno di spogliarsi in sua presenza o di pronunciare parole ingiuriose o volgari. Secondo la sua manifestazione può essere uomo o donna, vecchio e saggio o giovane e guerriero. Il suo colore è il bianco. Generalmente viene sincretizzato con la Vergine de la Mercedes.OKE’divinità tutelare delle montagne. E’ la forza e il guardiano di tutti i santi. Si sincretizza con Santiago de Compostela, patrono di SpagnaYEMAYA’ madre della vita, signora del mare, fonte fondamentale di vita. Le piace cacciare e maneggiare il machete, è indomabile e astuta, i suoi castighi sono duri e la sua collera terribile, ma giustiziera, ma è anche madre dolce che ascolta le richieste dei suoi figli e si preoccupa per il loro sostentamento. I suoi colori sono il blu e il bianco, veste con sette gonne sovrapposte, un corpetto blu con serpentine bianche e una cinta con un rombo che copre l’ombelico. Il suo giorno è il sabato. Si sincretizza con la Vergine della Regola.CHANGO’ dio del fuoco, del fulmine, del tuono e della guerra. Dei tamburi batà, della danza della musica e la bellezza virile. Rappresenta il maggior numero di virtù e imperfezioni umane, è lavoratore, coraggioso, buon amico, indovino e guaritore, ma è anche bugiardo, donnaiolo, rissoso e giocatore. Buon padre finché il figlio obbedisce, ma non lo ammette codardo o effeminato. I suoi colori sono il rosso e il bianco, i suoi giorni sono il venerdì e il 4 del mese. Viene sincretizzato con Santa BarbaraOCHUN signora dell’amore e della femminilità, divinità del fiume, è il simbolo della civetteria e della grazia femminile, amante di Changò, amica di Elegguà che la protegge. Accompagna sempre Yemayà. Vive nel fiume e assiste le gestanti e le partorienti. Viene rappresentata come una mulatta bella, simpatica, brava ballerina e sempre allegra. E’ capace tanto di risolvere, quanto di provocare, liti tra gli Orisha e tra gli uomini. Il suo colore è il giallo, ma gli vengono attribuiti anche il verde acqua e i corallini. Il suo giorno è il sabato. Si sincretizza con la Vergine della Caridad del Cobre, patrona di Cuba.IBEYIS gemelli divini, figli di Changò e Ochùn, cresciuti da Yemayà. Proteggono i bambini. Sono sincretizzati con i Santi Cosma e DamianoOYA’ YANSA’ amante di Changò, signora del fulmine e del cimitero. Violenta e impetuosa, ama la guerra e accompagna Changò nelle sue campagne, con il suo esercito di spiriti, combattendo con due spade. Vive alla porta del cimitero o nei suoi dintorni. Con Elegguà, Orula e Obatalà, domina i quattro venti. Possiede tutti i colori tranne il nero, il suo giorno è il venerdì. Si sincretizza con la Vergine della CandeloraOBBA moglie ufficiale di Changò, che la ripudiò quando lei, per amor suo, si tagliò un orecchio. Signora dei laghi e delle lagune. E’ la guardiana delle tombe. E’ il simbolo della fedeltà coniugale e viene rappresentata come una giovane donna sensuale e dalle carni sode. I suoi colori sono il rosa e il giallo. Il suo giorno è il venerdì. Viene sincretizzata con Santa Rita da Cascia.BABALU’ AYE’ divinità delle malattie, santo molto venerato e pregato per ottenere la grazia della guarigione. Il suo colore è il viola vescovile. I suoi giorni sono il mercoledì e il venerdì. Si sincretizza con San LazzaroORISHA OKO divinità della terra, dell’agricoltura e dei raccolti.I suoi colori sono il rosso e il bianco. I suoi giorni sono il lunedì, il martedì e il 12 di ogni mese. Si sincretizza con San IsidoroOSAIN signore della natura, la natura stessa. Ha una sola mano, una sola gamba, un orecchio grande da cui è sordo e uno piccolo da cui sente tutto, anche il voli degli insetti. E’ il signore di tutte le erbe che hanno potere magico o curativo, bisogna chiedere a lui il permesso per raccoglierle. Il suo colore è il verde, il suo giorno il venerdì. Si sincretizza con San Silvestro.

21 janvier

Ieri si rideva...oggi non so...

Anna Tatangelo dice che c'è sempre il tuo passato nel futuro...ci resterà sempre....è inevitabile...brutto o bello che sia ma il nostro passato è il maestro del nostro essere oggi...ci sono giorni dentro ognuno di noi da ricordare...e non ti fa capire se all'altra persona quel vecchio amore fa soffrire perchè a te fa morire...ultimamente ci sono giorni che tocco il cielo con un dito, altri che lo supero di almeno 5 metri e giorni che sprofondo fino al centro della terra per stare da solo...i giorni belli, neanche a dirlo, li devo alla stessa persona per cui ogni tanto sprofondo...ho il morale che sembra una montagna russa...ora su, ora giù, ora è un vortice di emozioni, ora è un rettilineo insignificante...ma cosa mi prende? non sono mai stato così...qualcuno mi ha detto ti sta bene, qualcuno ti passerà, qualcuno tornerà da te, qualcuno rassegnati...ma che devo fare? so solo che l'aria, l'acqua, il fuoco, la terra e tutto ciò che mi circonda non ha lo stesso odore, gli stessi colori, le stesse sfumature di quando c'è lei...non so se faccio bene ad essere ancora morbosamente legato a lei...non riesco a togliermi il più grande amore della mia vita dalla testa...è forse sbagliato? il quesito che ogni tanto mi attanaglia la mente e il cuore è: ma perchè sto così? cos'è che ho capito di diverso che ora mi farebbe gettare tutta la mia vita e il mio orgoglio dalla finestra pur di parlare con lei, passeggiare con lei mano nella mano, accarezzare i suoi "biondi" capelli...gioire dei sui splendidi e sempre luminosi sorrisi...stringerla tra le mie braccia...devo avere pazienza e speranza...probabilmente non cambierà nulla ma non mollo...anche se sono cambiate molte cose...il NOI non esiste più...ora ci sono anche altre cose...è anche giusto così ma...forse è giusto per te...non credo di aver mai legato nessuno ma mi rendo conto che lo spazio che ora hai guadagnato, le amicizie che hai stretto, il tuo nuovo stile di vita, le tue abitudini stravolte che fanno infuriare tua madre...eheheheh...sai, io ti amo ancora dal più profondo del cuore e ogni volta che ci sentiamo, che ci vediamo o che ne so io mi si riaccende una sempre più flebile fiamma nel cuore...ma questo mi basta per andare avanti...e pregare che un giorno tu ti svegli esclamando: dov'è l'amore mio?...nell'attesa di questo che potrebbe essere il più bel desiderio che io potessi chiedere di avverarsi provo per l'ennesima volta a dirti una cosa: provo a lasciarti vivere quello che vuoi...non ti chiamerò...non mi farò vedere...ripeto che ci provo ma finora è stato più forte di me chiamarti o chiederti di vederci...stavolta temo di essere convinto...mi ha convinto la tua felicità attuale...ora sei ancora più bella di quando stavamo insieme...e forse è perchè non ci sono io...ti auguro una buona vita e spero possiamo tornare presto felici assieme...altrimenti auguri per tutti i traguardi che riuscirai sicuramente a raggiungere...ciao amore mio...
20 janvier

Ridere in allegria

DI COSA SI RIDE NEGLI ATENEI

  • Il docente consegna allo studente una lampadina e gli domanda:
    'Quanto consuma?'
    Lo studente legge le scritte sulla lampadina e dice:
    '60 Watt.'
    Il docente allora gli dice:
    'No, in mano sua non consuma proprio un bel niente. Ritorni la prossima
    volta.'
    (Attribuita a un docente di Elettronica del Politecnico di Torino)
  • Esame di anatomia, scena muta sugli organi genitali femminili.
    Il professore, sadicamente, dice con disprezzo allo studente:
    'Guardi, le do 20000 lire, lei stasera tardi va nella zona del porto
    e vedrà quante signorine le spiegano volentieri queste cose...'
    Lo studente incassa (in tutti i sensi) e torna all'appello successivo.
    Conquistato un soffertissimo 18 e firmato lo statino
    lo studente mette 10,000 in mano all'incredulo professore, commentando:
    'Sua moglie prende di meno.'
    (Accaduta a: Genova, facoltà di Medicina. Una variante è attribuita
    anche al professor Trevisan, Analisi per Ingegneria, Università di Padova)
  • Professore:
    'È in grado di dirmi quale organo dei mammiferi riesce, una volta
    eccitato, a raggiungere dimensioni pari a sei volte le dimensioni
    dell'organo a riposo?'
    Studente (nota appartenente a C.L.) (arrossendo terribilmente):
    'Non saprei...'
    Professore:
    'Non lo sa proprio? Ci pensi, non è difficile!'
    Studente (sempre più a disagio):
    'Non mi viene in mente niente...'
    Professore:
    'Su, pensi alla vita di tutti i giorni...'
    Studente (in grave imbarazzo):
    'Beh...'
    Professore:
    'Forza signorina, si butti!'
    Studente: 'Il pene?'
    (Scoppia un boato nell'aula)
    Professore (calmissimo):
    'Complimenti a lei e al suo fidanzato, signorina. Comunque l'organo è la
    pupilla.'
    (Riferita come raccontata da due persone che all'epoca dei fatti
    (primi anni '90) erano assistenti di un docente alla facoltà di Biologia a
    Milano)
  • Si racconta di un professore con l'abitudine di usare un intercalare
    piuttosto volgare durante le lezioni.
    Un giorno le ragazze che seguivano il suo corso, esasperate, si misero
    d'accordo per uscire in blocco dall'aula alla prima parolaccia che il
    professore avesse pronunciato; i ragazzi, però, vennero a conoscenza della
    cosa e riferirono tutto al professore.
    Così il  professore il giorno dopo entrò in aula dicendo:
    'Ho visto fuori dalla porta un elefante con un cazzo lungo così!'
    Immediatamente, come d'accordo, le ragazze si alzarono e fecero per
    andare verso la porta, ma lui le bloccò dicendo:
    'Non correte, è già andato via...'
    (Attribuita al professor Paolo Silvestroni, autore del famoso testo di
    Chimica Generale).
     
  • Universita' di Roma, lezione di Biologia.
    Il prof parla dell'alto livello di glucosio presente nel seme maschile.
    Una ragazza alza la mano e chiede:
    'Se ho ben capito nel seme c'e' molto glucosio, come nello zucchero?'
    'Esatto' risponde il prof., e la ragazza perplessa ribatte:
    'Ma allora perche' non e' dolce?'.
    Dopo un momento di silenzio gelido la classe esplode in una risata
    fragorosa; la faccia della ragazza diventa paonazza e rendendosi conto della
    gaffe, raccoglie i libri e scappa via.
    Mentre sta uscendo di corsa dalla classe, sopraggiunge la risposta
    compassata del prof.:
    'Non è dolce perchè le papille gustative che percepiscono i gusti dolci sono
    sulla punta della lingua e non in fondo, vicino alla gola...'
     
  • ACCADUTO REALMENTE IN UNIVERSITA' - CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA
    Un professore di termodinamica ha assegnato un'esercitazione
    a casa agli studenti del suo corso di laurea.
    Il compito consisteva in una domanda: 'L'inferno è esotermico
    (libera calore) o endotermico (assorbe calore)? Sostenete la risposta con
    delle prove'.
    La maggior parte degli studenti ha cercato di dimostrare le proprie
    convinzioni citando la legge di Boyle (un gas si raffredda quando si espande
    e si riscalda quando viene compresso), o alcune sue varianti. Uno di loro,
    tuttavia, ha scritto quanto segue:
    'Innanzitutto, dobbiamo sapere come cambia nel tempo la massa
    dell'inferno. E quindi abbiamo bisogno di stabilire i tassi
    di entrata e uscita dall'inferno delle anime. Credo che possiamo
    tranquillamente assumere che, quando un'anima entra all'inferno,
    non è destinata a uscirne. Quindi, nessun'anima esce. Per quanto
    riguarda il numero di anime che fanno il loro ingresso all'inferno,
    prendiamo in considerazione le diverse religioni attualmente esistenti al
    mondo.
    Un numero significativo di esse sostiene che se non sei un membro
    di quella stessa religione andrai all'inferno. Siccome di queste
    religioni ce n'è più di una, e visto che le persone abbracciano
    una sola fede per volta, possiamo dedurne che tutte le persone  tutte
    le anime finiscono all'inferno. Dunque, stanti gli ttuali tassi di natalità
    e mortalità della popolazione mondiale, ossiamo attenderci una crescita
    esponenziale del numero di anime
    presenti all'inferno.
    Ora rivolgiamo l'attenzione al tasso di espansione dell'inferno, oiché la
    legge di Boyle afferma che, per mantenere stabile la emperatura e la
    pressione dentro l'inferno, il volume dello tesso deve crescere
    proporzionalmente all'ingresso delle anime. Questo ci dà due possibilità:
    1) se l'inferno si espande a un a velocità minore di quella dell'ingresso
    delle anime, allora
    temperature e pressione dell'inferno saranno destinate a crescere, fino a
    farlo esplodere; 2) naturalmente, se l'inferno si espande più velocemente
    del tasso d'ingresso delle anime, allora temperatura e pressione scenderanno
    fino a quando l'inferno non si congelerà.
    Dunque, quale delle due è l'ipotesi corretta? Se accettiamo il postulato
    comunicatomi dalla signorina Paola M. durante il mio primo anno
    all'università, secondo il quale 'farà molto freddo
    all'inferno prima che io te la dia', e considerando che ancora non ho avuto
    successo nel tentativo di avere una relazione sessuale con lei, allora
    l'ipotesi 2 non può essere vera. Quindi l'inferno è esotermico'.
    Lo studente ha preso l'unico 30
     
  • C'è l'esame di Fisica, si presenta il primo studente:
    Professore: 'Sei in treno in uno scompartimento. Fa caldo. Che fai?'.
    Studente: 'Mah, apro il finestrino'.
    Professore: 'Bravo! Calcola la variazione di Entropia'.
    Studente: '???? Mi servirebbe qualche dato in più ...'.
    Professore: 'No'. (pausa) 'Lo sai?'. (pausa). 'No? (pausa). Va bene,
    vada'.
    E il primo viene sbattuto fuori. Arriva il secondo, poi il terzo, il
    quarto e il professore fa la stessa domanda con lo stesso risultato. Arriva
    'ultimo studente:
    Professore: 'Sei in treno, in uno scompartimento. Fa caldo. Che fai?'.
    Studente: '(sicuro) Mi tolgo la giacca'.
    Professore: 'Si, va bene, ma fa ancora caldo, che fai?'.
    Studente: 'Mi allento la cravatta'.
    Professore: 'Ma fa ancora caldo. Che fai?'.
    Studente: 'Mi sbottono la camicia'.
    Professore: '(incazzandosi) Si, ma fa ancora tanto caldo. Che fai?'.
    Studente: 'Senta, professore, può fare quanto caldo vuole, ma io quel
    cazzo di finestrino non lo apro'.
  • Un altro esame di Fisica.
    Il professore allo studente: 'Lei ha un barometro. Come lo usa per
    determinare l'altezza di un grattacielo?'.
    Lo studente risponde: 'Vado all'ultimo piano, lego uno spago al barometro,
    lo calo giù fino a che tocca terra e poi misuro la lunghezza dello spago'.
    Il professore non è soddisfatto: 'Può dirmi un altro metodo, uno che
    dimostri le sue conoscenze di fisica?'.
    Studente: 'Certo! Vado all'ultimo piano, faccio cadere giù il
    barometro, e misuro dopo quanto tempo tocca terra'.
    Professore: 'Non è ancora quel che volevo, le spiace riprovare?'.
    Studente: 'Con il barometro faccio un pendolo alto quanto l'edificio, poi
    misuro il suo periodo'.
    Professore: 'Un altro modo?'.
    Studente: 'Misuro la lunghezza del barometro, poi lo pianto verticalmente
    per terra in una giornata di sole, e misuro la sua ombra; quindi misuro
    l'ombra del grattacielo, e per similitudine...'.
    Professore: 'Anc ora un'altra possibilità?'.
    Studente: 'Cerco il portiere e gli dico: 'Salve, signor portiere; le
    regalo questo prestigioso barometro, se mi dice l'altezza di questo
    edificio''

  • Presso la Facoltà di Giurisprudenza c'è l'esame di Codice di
    Procedura Civile.
    Il professore esordisce con una domanda: 'Dunque... mi saprebbe dire cos'è
    la 'frode?'
    Studente: 'Una frode è se lei mi boccia!'.
    Professore: 'Cooome??!! Come sarebbe a dire?'.
    Studente: 'La frode si ha quando uno approfitta dell'ignoranza altrui e lo
    danneggia!'

     
  • Esame di Filosofia.
    Il professore mostra un mazzo di chiavi e chiede: 'Dunque giovanotto, mi
    dimostri che queste sono mie...'.
    Lo studente (preso malissimo): 'Ehm, sì, quindi, ehm...'.
    Professore: 'Allora, che aspettiamo?'.
    Studente: 'Io, dunque... Aristotele... ehm...'.
    Professore: 'Se ne vada, torni al prossimo appello'.
    Studente (si alza e fa per portarsi via le chiavi): 'Arrivederci...'.
    Professore: 'Ma che cosa fa? Dove va con le mie chiavi?'.
    Studente: 'Ecco dimostrato che sono sue!'.
    Professore: 'Promosso'.troppoforte!!!!
18 janvier

Favola

Favola (Testo rivisitato)
 
Ora vi racconto una storia che, farete fatica a credere,
parla di una princiessa e di un cavaliere che
sul sedile della sua macchina grigia
entrò nel vialetto di casa sua
alla ricerca di un sentimento che tutti chiamavano amore
 
Prese un sentiero che portava
A una casa dove l'aria
Era pura come il cuore di quella
Fanciulla che cantava
E se ne stava coi micetti
e pallina e scotty grassi e pigri 
Come le lacrime di quel ragazzo
che le cadevano tra i capelli
Na na na na na na na na na…
 
Il cavaliere scese dal suo BMW grigio
E piano piano le si avvicinò
La guardò per un secondo
Poi le sorrise
E poi pian piano iniziò a dirle
Queste dolci parole:

Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na…
 
La principessa lo guardò
Senza dire parole
E si lasciò cadere tra le sue braccia
Il cavaliere la portò con se
Sul suo cavallo bianco
E seguendo il vento
Le cantava intanto
Questa dolce canzone:

Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na…